📑 Indice dei contenuti
- Cosa è cambiato con la legge sul femminicidio
- Lo stalking dopo la riforma
- Controllo, possesso, dominio: perché le tracce digitali contano
- Tempi stretti: tre giorni e sei mesi
- Quali prove digitali preparare
- Telefono, account e posizione
- Raccogliere prove senza mettersi in pericolo
- Cosa può fare la certificazione, e cosa no
- Fonti
🆘 Se sei in pericolo, la tua sicurezza viene prima di qualsiasi prova. In caso di emergenza chiama il 112. Il 1522 è il numero gratuito antiviolenza e stalking, attivo 24 ore su 24, che orienta anche verso i Centri Antiviolenza del territorio.
📌 Nota metodologica: questo articolo descrive in termini generali le novità della legge n. 181/2025 e le buone pratiche tecniche di conservazione delle prove digitali. Non sostituisce la consulenza di un avvocato o il supporto di un Centro Antiviolenza, necessari per valutare il caso concreto, la qualificazione dei fatti e i termini per la querela.
⚖️ Cosa È Cambiato con la Legge sul Femminicidio
Il 25 novembre 2025, nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la Camera ha approvato in via definitiva la legge sul femminicidio: è la legge 2 dicembre 2025, n. 181, in vigore dal 17 dicembre 2025.
- Nuovo reato di femminicidio (art. 577-bis c.p.): è punito con l’ergastolo chi causa la morte di una donna come atto di odio, discriminazione, prevaricazione, controllo, possesso o dominio in quanto donna, in relazione al suo rifiuto di instaurare o mantenere un rapporto affettivo, o come limitazione delle sue libertà individuali;
- Aggravante di genere: la stessa formula ora aumenta la pena anche per maltrattamenti in famiglia, lesioni, violenza sessuale, atti persecutori (stalking) e diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti;
- Maltrattamenti anche dopo la convivenza: il reato si applica anche alla persona non più convivente, quando con l’autore esistono vincoli nati dalla filiazione, ad esempio figli in comune;
- Confisca dei telefoni: in caso di condanna per maltrattamenti è sempre ordinata la confisca dei beni usati per commettere il reato, compresi telefoni cellulari e strumenti informatici o telematici;
- Più tutele nel procedimento: la persona offesa può chiedere di essere sentita personalmente dal pubblico ministero, la distanza minima del divieto di avvicinamento passa da 500 a 1.000 metri e la vittima deve essere informata quando viene autorizzato il distacco, anche temporaneo, del braccialetto elettronico.
Per chi subisce stalking o violenza, la novità più concreta riguarda proprio l’aggravante di genere: una parte importante di ciò che serve dimostrare, cioè il controllo, il possesso e il dominio, oggi passa quasi sempre da un telefono. Per questo è utile sapere fin da subito come raccogliere e conservare le prove digitali nei casi di violenza e stalking.
👁️ Lo Stalking Dopo la Riforma
Lo stalking è il reato di atti persecutori dell’art. 612-bis del codice penale. Riguarda chi, con condotte reiterate, minaccia o molesta una persona causandole un perdurante e grave stato di ansia o di paura, un fondato timore per la propria incolumità o per quella di una persona cara, oppure costringendola a cambiare le proprie abitudini di vita. La pena base è la reclusione da uno a sei anni e sei mesi.
Aggravanti già previste
La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge, anche separato o divorziato, da chi è o è stato legato alla vittima da una relazione affettiva, oppure attraverso strumenti informatici o telematici: chat, social, email, telefonate.
La nuova aggravante di genere
Dal 17 dicembre 2025 la pena è aumentata da un terzo a due terzi quando lo stalking è commesso come atto di odio, discriminazione, prevaricazione, controllo, possesso o dominio in quanto donna, in relazione al rifiuto della donna di instaurare o mantenere un rapporto affettivo, o come limitazione delle sue libertà individuali. In questa forma la pena massima può arrivare a dieci anni e dieci mesi.
Gli elementi dell’aggravante non si presumono: vanno dimostrati. E nei casi di stalking sono spesso scritti, giorno dopo giorno, nei messaggi.
🔗 Controllo, Possesso, Dominio: Perché le Tracce Digitali Contano
Le parole usate dalla legge descrivono comportamenti che, nella pratica, lasciano tracce digitali molto riconoscibili. Alcuni esempi:
- Controllo: richieste continue di sapere dove si trova, di inviare la posizione o una foto per dimostrarlo, di mostrare le chat, di consegnare le password; commenti sugli orari di “ultimo accesso”;
- Possesso e dominio: messaggi che vietano frequentazioni, uscite o abiti, che pretendono risposte immediate, che minacciano conseguenze se non si obbedisce;
- Rifiuto della relazione: messaggi successivi alla fine del rapporto, insistenza dopo un no esplicito, minacce legate alla separazione;
- Limitazione delle libertà: divieti di lavorare, di vedere amici o familiari, controllo del denaro attraverso pagamenti e conti online.
Stabilire se ricorre l’aggravante spetta all’avvocato e poi al giudice. Il compito delle prove digitali è diverso: fare in modo che questi fatti siano documentati in modo completo e verificabile, con il loro contesto e la loro sequenza, e non affidati a qualche screenshot isolato.
⏱️ Tempi Stretti: Tre Giorni e Sei Mesi
Già con il cosiddetto Codice Rosso (legge n. 69/2019), nei procedimenti per stalking, maltrattamenti e altri reati di violenza di genere la persona offesa deve essere sentita, di regola, entro tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato. La legge n. 181/2025 ha esteso questa regola anche alla diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti e ha previsto che la persona offesa sia informata della possibilità di chiedere di essere sentita personalmente dal pubblico ministero.
Per lo stalking, inoltre, di regola serve una querela, da presentare entro sei mesi. La remissione è ammessa solo in forma processuale, e se il fatto è commesso con minacce reiterate gravi la querela non è revocabile. Si procede invece d’ufficio, ad esempio, se la vittima è minorenne o persona con disabilità, o se il fatto è connesso a un altro reato procedibile d’ufficio. Prima della querela si può anche chiedere al Questore di ammonire la persona.
La conseguenza pratica è semplice: le prove digitali vanno preparate prima, non dopo. Chi arriva al primo colloquio con le chat conservate, un elenco degli episodi con le date e i file originali al sicuro aiuta chi indaga a capire subito la situazione. Il calcolo dei termini, per condotte ripetute nel tempo, va fatto con l’avvocato.
📁 Quali Prove Digitali Preparare
Più che “raccogliere tutto”, conviene ragionare su cosa serve dimostrare e dove si trova la traccia.
| Cosa serve dimostrare | Tracce digitali utili | Come conservarle |
|---|---|---|
| Condotte ripetute | Messaggi, chiamate, email, commenti, anche su canali diversi | Conversazioni complete, non singoli messaggi; acquisizione forense delle chat |
| Paura o cambio di abitudini | Messaggi in cui chiedi di smettere, cambio di numero, profili chiusi, contatti bloccati | Diario con date; conservare le conferme dei cambiamenti (ad esempio quella del nuovo numero) |
| Controllo e dominio | Richieste di posizione, foto o password; accessi agli account; posizione condivisa | Conservare i messaggi; documentare accessi e dispositivi collegati prima di modificarli |
| Rifiuto della relazione | Messaggi dopo la separazione, insistenza dopo un no | Conservare anche i tuoi messaggi di rifiuto: mostrano che il no era chiaro |
| Minacce e diffusione di immagini | Vocali, foto, video, link a contenuti pubblicati | File originali, indirizzo e profilo del contenuto; acquisizione prima della rimozione |
Una chat completa vale più di dieci screenshot isolati, perché mostra la sequenza, le risposte e il contesto. Per questo il metodo conta quanto il contenuto: la differenza è spiegata nell’articolo su esportazione .txt e acquisizione forense di una chat WhatsApp.
Le indicazioni pratiche per ogni tipo di contenuto, dai vocali alle email, e il servizio di certificazione delle prove digitali per violenza e stalking sono descritti nella pagina dedicata.
📱 Telefono, Account e Posizione
Il controllo passa spesso dal telefono. Alcuni segnali ricorrenti: la persona sa dove sei senza che tu l’abbia detto, conosce il contenuto di chat o email, il telefono ti avvisa che un localizzatore sconosciuto si sta spostando con te, nel tuo account compaiono dispositivi o accessi che non riconosci.
Dove guardare, senza modificare nulla
- Account Google: nella sezione Sicurezza, l’elenco dei dispositivi su cui è stato effettuato l’accesso e l’attività di sicurezza recente; in Google Maps, la condivisione della posizione;
- iPhone: nell’app Dov’è, le persone con cui condividi la posizione; nelle impostazioni dell’Account Apple, i dispositivi collegati;
- Localizzatori: sia iPhone sia Android avvisano quando un tracker sconosciuto sembra spostarsi insieme a te.
Prima di intervenire, fermati. Rimuovere un dispositivo, cambiare password o disattivare la condivisione della posizione è spesso la scelta giusta, ma chi ti controlla può accorgersene subito, e in alcune situazioni questo fa aumentare il rischio. Decidi tempi e modi con il 1522, un Centro Antiviolenza o le Forze dell’Ordine, e documenta prima ciò che vedi.
Molti dati di un account Google, compresi quelli su attività e dispositivi, possono essere esportati e certificati con un’acquisizione documentata tramite Google Takeout; per gli accessi abusivi c’è il servizio dedicato alla violazione dell’account Google. Se invece sospetti un’app spia, serve un’analisi del dispositivo: cosa può emergere e quando conviene farla è spiegato nell’articolo App spia? Analisi del telefono.
🛡️ Raccogliere Prove Senza Mettersi in Pericolo
- non cercare il contatto e non provocare nuove conversazioni per ottenere altre prove;
- conserva le copie altrove: su un dispositivo o un account che l’altra persona non conosce e a cui non ha accesso;
- non inoltrare il materiale a molte persone: ogni inoltro crea copie fuori controllo e può alterare i file;
- tieni un diario degli episodi con date, luoghi e testimoni, anche a mano;
- non cancellare nulla, nemmeno i messaggi che ti fanno stare male: per chi indaga possono essere decisivi;
- se il pericolo è immediato, chiama il 112: le prove possono aspettare, la tua sicurezza no.
Se circolano immagini intime o video falsificati con l’intelligenza artificiale, valgono regole specifiche: le trovi nell’articolo su deepfake e nuovo reato dell’art. 612-quater.
⚠️ Cosa Può Fare la Certificazione, e Cosa No
- un’acquisizione forense documenta che cosa era presente, dove e quando è stato acquisito, e permette di verificare nel tempo che i file non siano stati modificati;
- non dimostra da sola la verità di quanto scritto né chi c’era materialmente dietro un account: attribuire un profilo o un numero a una persona può richiedere altri elementi o richieste dell’autorità giudiziaria;
- se ricorrono il reato o l’aggravante di genere è una valutazione giuridica, che spetta all’avvocato e al giudice;
- la confisca dei telefoni prevista dalla nuova legge riguarda l’autore e arriva con la condanna: non sostituisce la conservazione delle tue prove, che servono molto prima;
- la certificazione è uno strumento tecnico: non sostituisce Forze dell’Ordine, avvocato, Centri Antiviolenza e supporto psicologico.
La legge oggi chiede di dimostrare anche il controllo. Molto spesso il controllo è scritto nei messaggi.
📚 Fonti
- Normattiva – Legge 2 dicembre 2025, n. 181
- Sistema Penale – Legge sul femminicidio: le novità di diritto penale sostanziale e processuale
- Studio Cataldi – Femminicidio: nuova legge in vigore dal 17 dicembre 2025
- Il Post – Approvata la legge sul reato di femminicidio
- Art. 612-bis c.p. – Atti persecutori, testo vigente
- Procura di Tivoli – Direttiva sull’attuazione della legge n. 181/2025
Devi mettere al sicuro chat, vocali o accessi agli account?
Possiamo valutare il materiale che hai e indicarti come acquisirlo e certificarlo, con modalità e tempi compatibili con la tua sicurezza, da affiancare al lavoro del tuo avvocato o del Centro Antiviolenza.