Acquisizione forense documentata dei dati di un Account Google: Gmail, Drive, Google Foto e tutti i prodotti esportabili, con hash, firma digitale, marca temporale e relazione tecnica
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- Quando può essere utile
- Come funziona Google Takeout: formati, consegna e limiti
- Quali dati possono essere esportati: catalogo per tipologia
- Gmail
- Google Chat, Groups, Voice e altri servizi di messaggistica
- Google Drive
- Google Calendar
- Google Contatti
- Google Keep e Google Tasks
- Google Foto
- YouTube e YouTube Music
- Google Maps, My Maps, Street View e cronologia delle posizioni
- Account Google, Profilo, “Le mie attività” e registri di accesso
- Chrome e dispositivi Android
- Google Play, Google Pay, acquisti e prenotazioni
- Google Home, Assistente, Fit e Fitbit
- Google Business Profile, Classroom e servizi professionali
- Altri prodotti selezionabili
- Focus su Google Foto e metadati
- Come si svolge l’acquisizione
- Selezione degli album Google Foto: un avviso operativo
- Che cosa viene certificato
- Che cosa la certificazione non determina automaticamente
- Strumenti di integrità e conservazione
- Cosa chiediamo al cliente
- Domande frequenti
- Richiedi una verifica preliminare e un preventivo
Google Takeout è lo strumento che Google mette a disposizione dei titolari di un Account Google per esportare una copia dei dati associati a quell’account: email, documenti, calendari, fotografie, video, contatti, cronologia delle attività e molto altro. Il servizio di Analisi Forense assiste il cliente nell’esecuzione controllata dell’esportazione e nella conservazione tecnicamente documentata di quanto Google restituisce, così che i dati possano essere utilizzati come elementi tecnici in un contesto legale, aziendale o investigativo.
Un punto va chiarito subito: Scaricare autonomamente un archivio Takeout non documenta, di per sé, il contesto dell’operazione, l’account dal quale proviene, il momento dell’acquisizione e la successiva integrità dei file. Il valore deriva dagli strumenti forensi utilizzati per lo scaricamento, da chi la esegue, da quando viene eseguita e da cosa si conserva. In particolare occorre distinguere quattro attività che spesso vengono confuse:
- scaricare un archivio: chiunque può farlo dal proprio account, ma senza documentazione del contesto, dell’account e del momento;
- eseguire un’acquisizione documentata e ripetibile: l’intera procedura viene registrata con strumenti forensi, dall’accesso all’account fino al download;
- certificare l’integrità dei file ottenuti: calcolo degli hash, firma elettronica qualificata, marca temporale e impronte hash consentono di identificare l’archivio acquisito, documentarne l’esistenza in un determinato momento e verificarne le successive alterazioni;
- interpretare correttamente date, metadati e provenienza: i dati restituiti da Google vanno letti nel loro contesto tecnico, perché non tutti i campi significano ciò che sembrano significare a prima vista.
La rilevanza dei risultati viene poi valutata nel caso concreto dalle parti, dai consulenti e dall’autorità competente. Il nostro compito è fornire elementi tecnici documentati, completi e verificabili.
1. Quando può essere utile
L’esportazione documentata dei dati di un Account Google trova applicazione in situazioni molto diverse tra loro. Alcuni esempi realistici:
- controversie civili o lavorative, in cui occorre documentare comunicazioni, documenti condivisi o attività svolte tramite un account personale o aziendale;
- ricostruzione cronologica di fotografie e documenti, ad esempio per collocare nel tempo eventi, lavori eseguiti, stati dei luoghi o rapporti tra persone;
- conservazione di email e comunicazioni prima che vengano eliminate, modificate o rese inaccessibili;
- verifica di dati presenti in un Account Google, quando una parte contesta l’esistenza, il contenuto o la data di un elemento;
- successioni digitali, per inventariare e conservare il patrimonio digitale di una persona;
- contestazioni relative a file, attività o accessi, ad esempio accessi sospetti, dispositivi collegati, modifiche non autorizzate;
- preservazione preventiva di dati che potrebbero essere modificati o eliminati, dal titolare stesso o da terzi;
- supporto a denunce, procedimenti giudiziari, attività difensive o consulenze tecniche di parte.
L’utilità effettiva dipende sempre da due fattori: quali dati Google restituisce per quello specifico account e quale circostanza concreta si intende dimostrare. Per questo ogni incarico inizia con una verifica preliminare, prima di procedere.
2. Come funziona Google Takeout: formati, consegna e limiti
Conoscere il funzionamento dello strumento è indispensabile per capire cosa può e cosa non può restituire. Le informazioni che seguono derivano dalla documentazione ufficiale di Google (Come scaricare i tuoi dati Google) e possono cambiare nel tempo.
Selezione dei dati
Accedendo a Google Takeout con l’account interessato, i prodotti Google che contengono dati dell’utente risultano preselezionati. È possibile deselezionare interi prodotti e, per alcuni di essi, scegliere solo una parte dei dati (ad esempio specifiche etichette Gmail, cartelle di Drive, calendari o album di Google Foto). Non è invece prevista, secondo la documentazione, la possibilità di limitare l’esportazione a un intervallo temporale.
Formato e dimensione dell’archivio
L’archivio viene prodotto in formato ZIP oppure TGZ. Si sceglie una dimensione massima per ciascun file; se i dati superano tale dimensione, Google genera più archivi numerati. I formati dei singoli contenuti dipendono dal prodotto (ad esempio MBOX per Gmail, iCalendar per Calendar, vCard per i contatti) e, per alcuni prodotti, sono selezionabili dall’utente.
Modalità di consegna
L’archivio può essere reso disponibile tramite un link di download inviato via email oppure trasferito direttamente su Google Drive, Dropbox, Microsoft OneDrive o Box. Ai fini forensi la scelta della modalità non è neutra: il trasferimento su servizi di terzi introduce un ulteriore passaggio da documentare. Nel nostro flusso operativo privilegiamo il download diretto e documentato.
Tempi e durata dei link
Secondo Google, la creazione dell’archivio può richiedere da pochi minuti ad alcuni giorni in base alla quantità di dati; nella maggior parte dei casi il link arriva nella stessa giornata. L’archivio resta disponibile per circa sette giorni e può essere scaricato un numero limitato di volte (Google indica cinque download per archivio). Per gli account iscritti al Programma di protezione avanzata l’esportazione viene programmata due giorni dopo la richiesta. Questi vincoli incidono direttamente sulla pianificazione dell’acquisizione.
Cosa non viene incluso
Google precisa che l’archivio può non includere le modifiche apportate ai dati tra il momento della richiesta e quello della creazione dell’archivio (ad esempio foto o album aggiunti o eliminati nel frattempo). I dati già in fase di eliminazione non vengono inclusi. Inoltre l’esportazione non riporta le autorizzazioni di condivisione dei file di Drive.
Account Google Workspace
Per gli account aziendali o scolastici gestiti tramite Google Workspace, l’amministratore può consentire o bloccare Takeout, in modo complessivo o per singoli servizi. Se un prodotto non compare nell’interfaccia dell’utente, può essere stato escluso a livello di organizzazione. Riferimento ufficiale: Consentire o bloccare Google Takeout.
Nota: l’elenco dei prodotti, i formati e le opzioni disponibili in Google Takeout possono variare in base al tipo di account (personale o Workspace), al Paese, alle impostazioni dell’amministratore e agli aggiornamenti che Google apporta al servizio. Ciò che risulta esportabile viene sempre verificato al momento dell’acquisizione, direttamente nell’interfaccia dell’account interessato.
3. Quali dati possono essere esportati: catalogo per tipologia
Google non pubblica un elenco statico dei prodotti esportabili: l’insieme viene mostrato nell’interfaccia di Takeout in base ai servizi effettivamente utilizzati dall’account. Le categorie descritte di seguito rappresentano i prodotti che tipicamente compaiono e che hanno rilevanza in ambito probatorio. Per ciascuna indichiamo cosa contiene l’esportazione in linea generale e quali aspetti meritano attenzione dal punto di vista tecnico-forense. L’elenco non è immutabile e non tutti i prodotti sono presenti in ogni account.
3.a Gmail
L’esportazione di Gmail restituisce i messaggi di posta elettronica nel formato MBOX, un formato standard leggibile da molti client di posta. È possibile esportare l’intera casella oppure solo i messaggi associati a determinate etichette. Google documenta che le etichette di ciascun messaggio vengono conservate in un’intestazione dedicata denominata X-Gmail-Labels. Non è disponibile una selezione per intervallo di date.
Rilevanza forense. Il file MBOX contiene i messaggi completi, comprese le intestazioni tecniche (header) che documentano il percorso del messaggio, i server attraversati, gli identificativi e le date di transito. Questo rende l’esportazione Gmail via Takeout una modalità molto più completa rispetto a uno screenshot o a una stampa del messaggio. La certificazione può riguardare la casella nel suo insieme, un’etichetta oppure singoli messaggi individuati all’interno dell’archivio, con hash calcolato sull’intero MBOX e, se richiesto, sui singoli messaggi estratti. L’analisi delle intestazioni è un’attività ulteriore rispetto alla certificazione dell’esportazione.
3.b Google Chat, Groups, Voice e altri servizi di messaggistica
Google Chat: quando disponibile per l’account, l’esportazione comprende conversazioni dirette e spazi a cui l’utente partecipa, nel formato previsto da Google, con eventuali allegati. È un prodotto tipico degli account Workspace, dove l’amministratore può limitarne l’esportazione.
Google Groups: Google documenta che solo i proprietari di un gruppo possono scaricare messaggi e informazioni sugli iscritti; i semplici membri non hanno questa possibilità tramite Takeout e possono disporre soltanto dei messaggi ricevuti nella propria casella.
Google Voice: per gli account in cui il servizio è attivo, l’esportazione può includere messaggi, registri delle chiamate e messaggi vocali. La disponibilità dipende dal Paese e dal tipo di account.
Servizi dismessi: prodotti come Hangouts sono stati sostituiti nel tempo; i dati storici possono essere migrati in altri servizi o non essere più disponibili. La presenza effettiva viene verificata al momento dell’acquisizione.
Rilevanza forense. Le conversazioni esportate riportano autori, date e contenuti così come registrati dai sistemi Google. La ricostruzione di una conversazione completa, con allegati e cronologia, è spesso più affidabile di una sequenza di schermate, ma richiede l’associazione corretta tra i file esportati e la loro interpretazione.
3.c Google Drive
L’esportazione di Drive comprende i file caricati dall’utente nel formato originale e i documenti nativi Google (Documenti, Fogli, Presentazioni, Moduli, Disegni) convertiti nei formati scelti al momento dell’esportazione, ad esempio formati Microsoft Office, PDF o formati aperti. È possibile selezionare solo alcune cartelle. Secondo Google, l’esportazione non conserva le impostazioni di condivisione né i commenti risolti e può non riflettere le modifiche intervenute tra richiesta e creazione dell’archivio.
Rilevanza forense. Va distinto il caso dei file caricati, che vengono restituiti nel formato originale con i propri metadati incorporati, dal caso dei documenti nativi Google, che esistono come oggetti sui server di Google e vengono generati in un formato di destinazione al momento dell’esportazione. Per questi ultimi l’esportazione documenta il contenuto alla data dell’acquisizione, non la storia delle revisioni, che resta consultabile nell’interfaccia di Drive e può essere documentata con acquisizione separata. La certificazione include hash di ogni file esportato e la struttura delle cartelle come restituita da Google.
3.d Google Calendar
I calendari vengono esportati nel formato iCalendar (file .ics), uno per ciascun calendario selezionato, con eventi, orari, descrizioni, partecipanti e ricorrenze così come registrati.
Rilevanza forense. Il calendario può documentare appuntamenti, presenze, inviti ricevuti o inviati e la loro collocazione temporale. I file iCalendar riportano anche i dati di creazione e ultima modifica di ciascun evento, quando presenti, che vanno interpretati con cautela perché un evento può essere stato spostato o modificato dopo la sua creazione.
3.e Google Contatti
I contatti vengono esportati nel formato vCard, indicato da Google come formato comune e portabile, o in altri formati offerti nell’interfaccia. L’esportazione può includere i contatti salvati dall’utente e, a seconda delle opzioni, quelli raccolti automaticamente dalle interazioni.
Rilevanza forense. La rubrica può documentare l’esistenza di una relazione tra il titolare dell’account e determinati recapiti, l’associazione tra nomi e numeri di telefono o indirizzi email e, quando disponibili, le date di creazione o aggiornamento delle schede.
3.f Google Keep e Google Tasks
Google Keep: note, elenchi, immagini allegate e registrazioni vocali vengono esportati nei formati previsti da Google, di norma con un file per nota che riporta contenuto, stato, colore, etichette e date associate.
Google Tasks: gli elenchi di attività, con titoli, note, scadenze e stato di completamento, vengono esportati nel formato previsto da Google.
Rilevanza forense. Note e attività possono documentare promemoria, appunti, elenchi o intenzioni con una collocazione temporale. Le date riportate sono quelle registrate dai sistemi Google e vanno lette insieme al contenuto.
3.g Google Foto
L’esportazione di Google Foto restituisce fotografie e video presenti nell’account, organizzati per album o per periodo, insieme a file JSON supplementari contenenti i metadati registrati da Google. È possibile selezionare solo alcuni album. Google documenta che i metadati originali incorporati nei file (ad esempio la data di scatto EXIF) vengono preservati e che i metadati aggiuntivi non provenienti dal file originale vengono scritti in un file JSON secondario. Google documenta inoltre che la data di modifica del file assegnata dal sistema operativo al momento del download può essere diversa da quella originale, mentre i metadati incorporati restano quelli del file.
Per l’importanza che riveste nelle richieste di certificazione, a Google Foto è dedicata una sezione di approfondimento più avanti in questa pagina, insieme a un avviso operativo sulla selezione degli album.
3.h YouTube e YouTube Music
L’esportazione può includere i video caricati dall’utente, le playlist, i commenti, la cronologia delle visualizzazioni e delle ricerche, le iscrizioni e i dati del canale. Google documenta che i video vengono restituiti nel formato originale oppure come file MP4. Se il canale è collegato a un Account del brand, occorre operare dall’account corretto, altrimenti alcuni video non compaiono.
Rilevanza forense. Oltre ai video caricati, che possono essere certificati con hash, hanno spesso rilevanza i dati di cronologia e i commenti, che documentano attività e interazioni dell’account con date registrate da Google.
3.i Google Maps, My Maps, Street View e cronologia delle posizioni
Google Maps: quando disponibili, l’esportazione può includere luoghi salvati, recensioni pubblicate, foto caricate, contributi e altre impostazioni collegate all’account.
My Maps: le mappe personalizzate create dall’utente vengono esportate nei formati geografici previsti da Google.
Street View: eventuali contributi fotografici pubblicati tramite Street View.
Cronologia delle posizioni (Spostamenti): questo punto richiede particolare attenzione. Google ha modificato tra il 2024 e il 2025 la gestione della cronologia delle posizioni, spostandone la conservazione dal cloud ai singoli dispositivi dell’utente. Di conseguenza, per molti account, la cronologia non risulta più esportabile tramite Google Takeout e può essere esportata soltanto dall’app Google Maps sul dispositivo in cui è memorizzata. La disponibilità dipende dalle scelte effettuate dall’utente e dallo stato dell’account, e va verificata caso per caso. Se la cronologia è rilevante, l’acquisizione può richiedere un intervento direttamente sul dispositivo, con una procedura distinta da Takeout.
Rilevanza forense. Recensioni, foto pubblicate e contributi documentano attività pubbliche dell’account. I dati di posizione, quando disponibili, sono tra gli elementi più delicati da interpretare: derivano da stime dei sistemi Google basate su più fonti e non equivalgono a un rilevamento certo della presenza fisica di una persona in un luogo.
3.j Account Google, Profilo, “Le mie attività” e registri di accesso
Account Google e Profilo: dati di registrazione, informazioni del profilo, nomi e recapiti associati, impostazioni.
Le mie attività (My Activity): cronologia delle attività registrate dall’account nei vari servizi Google, come ricerche, visualizzazioni, interazioni con l’Assistente, utilizzo di app, nel formato scelto tra quelli previsti (di norma HTML o JSON). L’estensione della cronologia dipende dalle impostazioni di conservazione e di eliminazione automatica scelte dall’utente.
Registri di accesso (Access Log Activity): quando disponibile, un registro di attività di accesso e utilizzo dell’account relativo a un periodo recente, con indicazioni su servizi, dispositivi e indirizzi utilizzati, nel formato e con la copertura temporale stabiliti da Google.
Rilevanza forense. Questi dati possono documentare l’utilizzo dell’account nel tempo, la presenza di dispositivi o sessioni e la sequenza di determinate attività. Sono tra gli elementi più utili nei casi di accesso non autorizzato o di contestazione sull’uso dell’account, ma richiedono un’interpretazione tecnica: gli indirizzi IP e i dispositivi registrati non identificano da soli una persona fisica.
3.k Chrome e dispositivi Android
Chrome: quando la sincronizzazione è attiva, l’esportazione può includere segnalibri, cronologia di navigazione sincronizzata, impostazioni, estensioni ed eventuali dati di compilazione automatica, nel formato previsto da Google.
Servizio di configurazione dei dispositivi Android: informazioni sui dispositivi Android associati all’account, come modello, versione del sistema e dati di configurazione, nella misura in cui Google li rende esportabili.
Rilevanza forense. La cronologia sincronizzata di Chrome e l’elenco dei dispositivi possono documentare l’utilizzo dell’account su determinati apparecchi e la navigazione verso determinate risorse. La sincronizzazione è però un’impostazione facoltativa: l’assenza di dati non dimostra l’assenza di attività.
3.l Google Play, Google Pay, acquisti e prenotazioni
Google Play Store, Play Giochi, Play Libri, Play Film: dati relativi ad app installate, acquisti, recensioni, libri e contenuti acquistati, progressi di gioco, nella misura prevista da Google.
Google Pay: informazioni su transazioni e metodi di pagamento associati, nei limiti stabiliti da Google per questo prodotto, che negli account Workspace è soggetto a controllo individuale da parte dell’amministratore.
Acquisti e prenotazioni: acquisti, prenotazioni e abbonamenti che Google ha riconosciuto a partire da email e altri servizi.
Google Store, Google Shopping, elenchi della spesa: ordini effettuati su Google Store, elenchi e attività di acquisto collegate.
Rilevanza forense. Questi dati possono documentare acquisti, date e importi. Le informazioni sulle transazioni vanno confrontate con le fonti primarie (ricevute, estratti conto), perché Google riporta ciò che i propri sistemi hanno registrato o riconosciuto.
3.m Google Home, Assistente, Fit e Fitbit
App Google Home e Assistente: dispositivi domestici associati, impostazioni, note ed elenchi creati tramite l’Assistente, nella misura resa esportabile da Google. Le interazioni vocali con l’Assistente rientrano di norma in “Le mie attività”.
Google Fit e Fitbit: dati di attività fisica, sessioni, misurazioni e, per Fitbit, dati dei dispositivi collegati, secondo quanto previsto per l’account.
Rilevanza forense. I dati di attività e di dispositivi domestici possono contribuire a ricostruire abitudini o presenze in determinati momenti, ma derivano da sensori e stime e vanno trattati come indizi tecnici da correlare con altre fonti, non come rilevazioni certe.
3.n Google Business Profile, Classroom e servizi professionali
Google Business Profile: dati della scheda dell’attività gestita dall’account, come informazioni pubblicate, post, foto e, ove previsto, recensioni ricevute e risposte.
Google Classroom e Assignments: per account scolastici, corsi, compiti, consegne e materiali, nella misura consentita dall’amministratore.
Google Cloud Search, Workspace Marketplace, Pinpoint: dati di utilizzo e configurazione relativi a servizi professionali, quando presenti nell’account.
Rilevanza forense. La scheda Business Profile documenta ciò che l’attività ha pubblicato e, in parte, le interazioni ricevute; per la certificazione di recensioni pubbliche resta spesso preferibile un’acquisizione forense della pagina pubblica, che può essere affiancata all’esportazione.
3.o Altri prodotti selezionabili
Nell’interfaccia di Takeout possono comparire ulteriori prodotti in base all’utilizzo dell’account: Google News, Google Finance, Arts & Culture, Google Fi, Contributi alla Ricerca, elementi salvati (Saved), dati condivisi per la ricerca, segnalazioni di crisi, audio registrati tramite telefono e altri. Per ciascuno di essi Google definisce il contenuto e il formato dell’esportazione. Quando uno di questi prodotti è rilevante per il caso, ne verifichiamo preventivamente la disponibilità e il contenuto direttamente nell’account interessato.
Come scegliere cosa esportare. In ambito probatorio conviene esportare solo i prodotti pertinenti alla circostanza da dimostrare. Esportare l’intero account produce archivi molto grandi, tempi lunghi e un volume di dati personali non necessario. La selezione viene concordata con il cliente e documentata nella relazione.
4. Focus su Google Foto e metadati
Google Foto è il prodotto per cui riceviamo più richieste di certificazione, perché una fotografia è spesso chiamata a dimostrare quando e dove un fatto è avvenuto. È anche il prodotto in cui l’interpretazione dei dati richiede maggiore attenzione.
Cosa contiene l’esportazione
Per ciascuna fotografia o video, l’archivio Takeout può contenere:
- il file multimediale, nel formato originale o nella copia resa disponibile dal servizio, con i metadati incorporati (EXIF e simili) quando presenti nel file;
- la collocazione in album, riprodotta come struttura di cartelle, con un file di metadati per l’album;
- un file JSON supplementare, associato al singolo elemento, con i dati registrati da Google.
I campi del file JSON
Google documenta l’esistenza del file JSON secondario ma non pubblica una specifica formale dei suoi campi. Quelli che seguono sono i campi che si osservano regolarmente nelle esportazioni; la loro presenza e denominazione possono variare e vengono verificate nel caso concreto:
- titolo e descrizione dell’elemento, compresa l’eventuale descrizione inserita dall’utente in Google Foto;
- data attribuita alla fotografia, riportata nel campo
photoTakenTime, con valore numerico (timestamp) e formato leggibile; - data di creazione dell’elemento nei sistemi Google, riportata nel campo
creationTime; - eventuale data di ultima modifica, quando presente;
- dati geografici, distinti tra quelli associati all’elemento (
geoData) e quelli letti dai metadati incorporati (geoDataExif), quando presenti; - URL dell’elemento nel servizio, quando presente;
- indicazioni sull’origine del caricamento, nel campo
googlePhotosOrigin, che può segnalare ad esempio un caricamento da dispositivo mobile con il tipo di dispositivo e la cartella di provenienza, oppure un caricamento da web; una struttura del tipogooglePhotosOrigin.webUpload.computerUpload, quando presente, è tecnicamente coerente con un caricamento eseguito da un computer tramite l’interfaccia web; - eventuale indicazione dell’applicazione di origine, quando il file proviene da un’app di terzi installata sul dispositivo;
- altri dati di servizio, come il numero di visualizzazioni o lo stato di preferito.
Perché le date vanno interpretate
Attenzione ai due timestamp. photoTakenTime e creationTime possono rappresentare eventi differenti. Il primo è la data che Google attribuisce alla fotografia come momento dello scatto; il secondo è la data di creazione o registrazione dell’elemento restituita dai sistemi Google. Quest’ultima viene spesso letta come “data di caricamento”, ma la corrispondenza non è automatica: va verificata nel contesto tecnico complessivo e non deve essere presentata come data certa di upload senza ulteriori riscontri.
La data attribuita può essere stata modificata. Google Foto consente all’utente di modificare data e ora associate a una fotografia dall’interfaccia web e dalle app; nell’interfaccia la presenza di un’icona a forma di matita accanto alla data segnala che il dato è modificabile. Analogamente, alcune posizioni possono essere aggiunte o modificate dall’utente, mentre Google indica che le posizioni registrate automaticamente dalla fotocamera non sono modificabili nell’interfaccia. Una data coerente nel JSON non dimostra, da sola, che non sia stata alterata prima o dopo il caricamento.
Quando espressamente richiesto e preventivato, i dati esportati possono essere sottoposti a un’ulteriore analisi tecnica, comprendente il confronto con i metadati incorporati, le caratteristiche dei file, l’interfaccia dell’account ed eventuali ulteriori riscontri. Tale attività è distinta dalla certificazione dell’esportazione e dalla relazione descrittiva e comprende:
- i metadati incorporati nel file multimediale (EXIF, dati del dispositivo, software di elaborazione), quando presenti;
- le caratteristiche tecniche del file (formato, dimensioni, eventuali tracce di elaborazione);
- quanto risulta dall’interfaccia dell’account al momento dell’acquisizione, documentata separatamente;
- eventuali ulteriori riscontri, come altri elementi dello stesso album, messaggi, documenti o il dispositivo di scatto, se disponibile.
La coerenza o l’incoerenza tra queste fonti è ciò che dà valore tecnico all’analisi. Un singolo campo, letto isolatamente, può indurre in errore.
5. Come si svolge l’acquisizione
Il flusso operativo indicativo è il seguente. I passaggi possono essere adattati alle caratteristiche dell’account e alle funzionalità rese disponibili da Google al momento dell’intervento.
- Identificazione dell’account e definizione dei dati da acquisire: si stabilisce quale account, quali prodotti e quale circostanza da documentare.
- Verifica dei prodotti Google e degli album interessati: si controlla, con il titolare, cosa risulta effettivamente presente ed esportabile.
- Documentazione dell’accesso e della procedura mediante strumento di acquisizione forense: l’intera sessione viene registrata, con l’account visualizzato, l’ora e il contesto.
- Configurazione e avvio dell’esportazione Google Takeout: selezione dei prodotti, delle opzioni e del formato, documentata passo per passo.
- Acquisizione dell’email di completamento e download dell’archivio: la notifica di Google e il download vengono documentati nella stessa modalità.
- Conservazione degli archivi originali ZIP o TGZ: i file vengono conservati così come scaricati, senza estrazione sugli originali.
- Calcolo degli hash SHA-256: sugli archivi e su ciascun file contenuto.
- Analisi di file, metadati incorporati e JSON supplementari: su copie di lavoro, per la relazione dettagliata quando richiesta.
- Firma digitale e marca temporale: sugli archivi, sugli elenchi di hash e sulla relazione.
- Redazione della relazione tecnica e consegna: tramite collegamento sicuro, con dichiarazione di integrità.
Tempi. La creazione dell’archivio da parte di Google può richiedere da pochi minuti a diversi giorni e non dipende dal nostro laboratorio. I link di download hanno durata limitata e un numero massimo di utilizzi. Per questo l’acquisizione può articolarsi in due sessioni: una per la richiesta dell’esportazione, una per il download documentato non appena l’archivio è disponibile.
6. Selezione degli album Google Foto: un avviso operativo
Quando si desidera esportare un solo album, occorre sapere che l’interfaccia di Google Takeout può presentare tutti gli album dell’account come preselezionati. A seconda delle funzionalità disponibili al momento dell’operazione, può essere necessario deselezionare manualmente ogni album non interessato prima di avviare l’esportazione.
Questo passaggio, apparentemente banale, ha due conseguenze pratiche:
- in un account con molti album, la deselezione richiede tempo e va documentata con cura, perché una selezione errata produce un archivio diverso da quello concordato;
- il numero complessivo di album presenti nell’account incide sul tempo necessario e sul preventivo.
Domanda preliminare che Le chiediamo sempre:
“Indicativamente, quanti album sono presenti nel Suo account Google Foto?”
L’interfaccia di Takeout non è necessariamente identica nel tempo: Google la aggiorna e la procedura effettiva dipende dalle funzionalità rese disponibili al momento dell’acquisizione. Il nostro operatore documenta la procedura così come si presenta.
7. Che cosa viene certificato
La certificazione documenta, in modo distinto e verificabile:
- l’identità e il contesto dell’account visualizzato durante la sessione (indirizzo, nome mostrato, eventuali dati di profilo visibili);
- la procedura seguita per richiedere l’esportazione;
- le impostazioni e le categorie selezionate (prodotti, album, etichette, formati, dimensione dell’archivio);
- la ricezione dell’esportazione (notifica di Google e download);
- la struttura dell’archivio restituito;
- nomi, dimensioni e formati dei file contenuti;
- gli hash dei singoli file e degli archivi;
- i metadati restituiti da Google, riportati così come esportati;
- l’associazione tra ciascun contenuto e il relativo file JSON, per Google Foto;
- data e ora dell’acquisizione professionale, fissate con marca temporale;
- l’integrità dei reperti consegnati, verificabile da chiunque riceva la documentazione.
8. Che cosa la certificazione non determina automaticamente
Per correttezza verso il cliente e verso chi valuterà la documentazione, chiariamo che la procedura, da sola, non dimostra:
- l’autore materiale di un file o di un messaggio;
- la veridicità del contenuto rappresentato in una fotografia, in un documento o in una comunicazione;
- che una fotografia non sia stata modificata prima del caricamento;
- che la data di scatto riportata sia autentica;
- che ogni timestamp corrisponda necessariamente alla data di caricamento;
- la titolarità sostanziale dell’account, cioè chi lo utilizzava effettivamente;
- l’ammissibilità o il peso definitivo della prova in giudizio.
Queste conclusioni richiedono analisi tecniche ulteriori, correlazioni con altre fonti e una valutazione giuridica del caso concreto. La certificazione fornisce la base documentale su cui tali analisi possono poggiare.
9. Strumenti di integrità e conservazione
- Acquisizione forense documentata: la sessione viene registrata con strumenti dedicati, in modo da rendere la procedura ripetibile e verificabile.
- Hash SHA-256: per ogni file e per ogni archivio viene calcolata l’impronta crittografica, che consente a chiunque di verificare che il contenuto non sia stato alterato.
- Firma digitale: la documentazione viene firmata con firma elettronica qualificata, che ne attesta la provenienza.
- Marca temporale qualificata: fissa la data e l’ora in cui la documentazione esisteva in quella forma.
- Conservazione dei file originali: gli archivi scaricati vengono conservati inalterati; le analisi vengono svolte su copie.
- Relazione tecnica: descrive procedura, strumenti, risultati e limiti in forma comprensibile anche a chi non ha competenze informatiche.
La metodologia si ispira ai principi della norma ISO/IEC 27037 sull’identificazione, raccolta, acquisizione e conservazione delle prove digitali. Firma digitale e marca temporale sono rilasciate da prestatori di servizi fiduciari qualificati ai sensi del Regolamento eIDAS (UE) n. 910/2014. Non dichiariamo certificazioni o conformità che non siano dimostrabili: descriviamo ciò che facciamo e come lo facciamo.
10. Cosa chiediamo al cliente
Per valutare la fattibilità e formulare un preventivo, chiediamo di indicarci:
- il prodotto Google interessato (Gmail, Drive, Google Foto, altro);
- la circostanza che deve essere dimostrata;
- se l’account è personale oppure Google Workspace (aziendale o scolastico);
- la quantità approssimativa dei dati (numero di messaggi, file, fotografie);
- per Google Foto, il numero di album presenti nell’account;
- gli album o file specifici interessati;
- la disponibilità delle credenziali e dell’eventuale secondo fattore di autenticazione (telefono, app, chiave di sicurezza);
- la presenza di un procedimento in corso o di una scadenza;
- se occorre acquisire l’intero account oppure una selezione.
Credenziali. Le credenziali dell’account non devono mai essere inviate tramite email, WhatsApp o altri sistemi di messaggistica. L’accesso viene gestito con modalità concordate e sicure, preferibilmente sotto il controllo diretto del titolare, che inserisce personalmente password e secondo fattore durante la sessione documentata. Il nostro laboratorio non conserva credenziali.
11. Domande frequenti
Che cos’è Google Takeout?
È il servizio con cui Google consente al titolare di un Account Google di esportare una copia dei propri dati dai prodotti utilizzati, in uno o più archivi scaricabili. Non elimina i dati dai server di Google.
Posso scaricare autonomamente i miei dati?
Sì, qualsiasi titolare può utilizzare Takeout dal proprio account. Un download autonomo, però, non documenta il contesto dell’operazione, l’account, il momento e l’integrità dei file, elementi che rilevano quando i dati devono essere prodotti in un contesto legale.
Qual è la differenza tra download e acquisizione forense?
Il download restituisce i file. L’acquisizione forense registra l’intera procedura, identifica l’account, conserva gli archivi originali, calcola gli hash, appone firma digitale e marca temporale e produce una relazione che descrive cosa è stato fatto e cosa è stato ottenuto. La differenza sta nella verificabilità.
Google Takeout mostra la data di caricamento delle fotografie?
I file JSON associati alle fotografie riportano un campo di creazione dell’elemento nei sistemi Google, che spesso viene letto come data di caricamento. La corrispondenza non è automatica e va verificata nel contesto tecnico complessivo. Non presentiamo questo dato come data certa di upload senza ulteriori riscontri.
Che differenza esiste tra photoTakenTime e creationTime?
Il campo photoTakenTime riporta la data che Google attribuisce alla fotografia come momento dello scatto; il campo creationTime riporta la data di creazione o registrazione dell’elemento restituita dai sistemi Google. Possono coincidere, essere vicini o distanti anni, e la data attribuita può essere stata modificata dall’utente. Entrambi vanno confrontati con i metadati incorporati nel file e con altri riscontri.
È possibile esportare un solo album?
Sì, Google Takeout consente di selezionare gli album da includere. L’interfaccia può presentare tutti gli album come preselezionati e richiedere la deselezione manuale degli altri; per questo il numero di album presenti nell’account incide sul tempo necessario.
Quanto tempo impiega Google a creare l’archivio?
Secondo la documentazione ufficiale, da pochi minuti ad alcuni giorni in base alla quantità di dati; nella maggior parte dei casi il link arriva nella stessa giornata. L’archivio resta disponibile per un periodo limitato, indicativamente sette giorni, con un numero massimo di download.
I file scaricati hanno automaticamente valore legale?
No. I file esportati sono dati come qualsiasi altro file. Il loro valore in un procedimento dipende dalla documentazione della procedura, dall’integrità dimostrabile e dalla valutazione che ne faranno le parti, i consulenti e l’autorità competente nel caso concreto.
È necessario fornire la password dell’account?
No. La modalità preferibile è che il titolare inserisca personalmente password e secondo fattore durante la sessione documentata, senza comunicarli al laboratorio. Le credenziali non vanno mai inviate via email o messaggistica.
Possono essere certificati anche Gmail, Drive e gli altri prodotti Google?
Sì. La procedura si applica a tutti i prodotti esportabili tramite Takeout per quell’account: Gmail, Drive, Calendar, Contatti, Keep, YouTube, dati di attività e gli altri descritti in questa pagina. Contenuti e formati dell’esportazione dipendono dal prodotto e vengono verificati preventivamente.
Se l’account è Google Workspace, posso comunque procedere?
Dipende dalle impostazioni dell’amministratore, che può consentire o bloccare Takeout per tutti i servizi o per alcuni di essi. Se un prodotto non compare, occorre coinvolgere l’amministratore dell’organizzazione, che dispone di strumenti di esportazione propri.
La cronologia delle posizioni di Google Maps è esportabile?
Per molti account non più tramite Takeout: Google ha spostato la conservazione della cronologia sui dispositivi dell’utente. Quando la cronologia è rilevante, la disponibilità va verificata caso per caso e l’acquisizione può richiedere un intervento diretto sul dispositivo.
12. Richiedi una verifica preliminare e un preventivo
Ogni incarico inizia con una verifica preliminare, senza impegno, per stabilire cosa può essere esportato dall’account interessato e se l’esportazione è adatta a documentare la circostanza che Le interessa. Su questa base formuliamo un preventivo personalizzato.
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